Fumo. I sigari caraibici.

“Per quanto riguarda gli avana, sono costruiti con foglie intere dall’inizio alla fine, disposte in un senso tale da creare un’evoluzione nel corso della fumata; tagliarlo a metà è come interrompere la sinfonia di un’orchestra col fragore di 1000 piatti in frantumi e un branco di gatti indemoniati. Inoltre se tagli il sigaro a metà rischi che sulla metà che va dal taglio al piede si srotoli la capa.” utente Orcohiba in un suo post sul forum di www.forum-cca.it

Ho avuto la sfacciata fortuna, per questioni di karma, di ricevere in dono, apprezzatissimo, un set da tre sigari di Cohiba Siglo V Tubos originali cubani.

Personalmente, ho abbandonato il fumo malarico e nocivo della sigaretta classica tantissimi anni orsono e non me ne pento, anzi quando sto per entrare in un locale mi infastidisce la maleducazione e asocialità di chi fuma sulla porta di entrata; quando sono in giro, spesso anche quando frequento la spiaggia in estate, ci tengo a far notare che non si sta rispettando perlomeno la legge, visto che do per scontato che si sappia di non star rispettando il prossimo col proprio vizio.

Il sigaro, però, mi ha sempre dato gusto e ne apprezzo principalmente la lentezza e la bontà per i sensi; anche questo fa molto male, ma se lo si morìgera possiamo dosarne la nocività perlomeno abbattendola di una buona parte, e sarà anche per non cadere in continua tentazione – il sigaro lo fumo comunque di rado e mai in macchina o in casa mia – che non mi sono mai avvicinato al fumo della pipa, che mi soggiogherebbe totalmente, ne son sicuro.

Orbene, tornando ai nostri Cohiba ho cercato in internet informazioni circa il modo ortodosso di fumarli, perchè provengo dai più semplici, ma sempre molto buoni, Toscani Classici, che a differenza di quel che pensavo, col loro tabacco Kentucky, sono la vera eccezione dei sigari. Infatti, non mi risulta dopo un pò di lettura e ricerca, che esistano altri sigari – diversi dai miei Toscani – che si possano sottoporre alla trinciatura (siate magnànimi, passatemi il termine) se non terminati in una sola seduta.

Ma veniamo a quel che ho scoperto:

  1. la parte che si deve accendere si chiama bracìere, ed in effetti lo ricorda;
  2. Accensione, si parte scaldando il piede tenendo il sigaro inclinato sopra alla fiamma, lontano dalla stessa un paio di centimetri, e ruotandolo si fa in modo che lo stesso si accenda uniformemente senza “tirare”. Si fanno un paio di boccate di prova e poi si corregge eventualmente sulle zone non ben combuste;
  3. Se si spegne totalmente si può soffiare leggermente dentro al sigaro per poi riaccenderlo in breve tempo. Se tende a bruciare in modo irregolare si operano le opportune “correzioni” con l’accendino, dalla parte che non bruciava;
  4. Non c’è perdita di sapore. Si può avere un gusto amaro alla riaccensione per via delle boccate ravvicinate, ma questo può accadere anche durante la fumata per altri motivi;
  5. Gustare… non è una scienza precisa… Si fa la boccata, si espira lentamente. Con alcuni sigari più leggeri si può tendere a espirare solo l’ultima parte dal naso (attenzione, se è leggero… altrimenti è una botta per il naso…). Più che altro si deve fare attenzione all’intervallo delle boccate. Un robusto può durare 80/90 minuti… Un puff al minuto circa, serenamente, altrimenti si scalda, diventa amaro, si inumidisce… insomma,si rovina.
  6. Può girare la testa a causa della disabitudine alla nicotina (che comunque in un robusto è abbondante). Dopo un terzo di fumata sarebbe prestino e può essere causato da boccate troppo ravvicinate, o una forzatura delle boccate cambiando il ritmo di respirazione, o il sigaro è in sick period (ma con i Cohiba non dovrebbe mai accadere…).

(Grazie a jumbe del forum accademiadelfumolento per i punti da 2 a 6, da me rimaneggiati un pochino).

Dimensioni di un sigaro Robusto: 128×22. Andrebbe fumato in una sola volta, se siamo consci di non farcela, possiamo rivolgerci ad altri formati, quali il Mareva – 102×18 – potete vedere una immagine comparativa qui per rendervi conto di che parlo, o anche Por Larranaga Petit, Bolivar Petit, Monte 4, HdM Petit Robusto, Ramon Allones Specially Selected, Cuaba Divinos.

Come potete notare, mi mancano ancora molte nozioni, come ad esempio, che fare col “culo” del sigaro? Spippolando la grande rete ho trovato questo sito con consigli ben delineati e completi. Ottimo punto di partenza.

Ho già preso un appuntamento con un tabacchi della mia città, molto antico e che pare sia “Diplomado alla Academia” di qualcosa… Ho intenzione di regalarmi, per un mio traguardo importante, un buon “humidor” e forse qualcosina d’altro. In quella occasione, spero il Sig. Vincenzo potrà darmi diversi consigli e passarmi piccoli trucchi da esperto.

Alcuni video sul tubo rosso promettono di insegnare come gestire un Cubano, magari li visionerò quando sarò a casa e aggiornerò questo post con quelle informazioni.

ps. confesso di essere stato ore su questa pagina https://www.google.it/search con cui cercavo info sul Mareva; le immagini che ne risultano fanno scoprire tante altre cose, così per caso, molto bello!

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very handsome boy married with amusement
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