Nonni digitali.

“Nell’uso delle directory è necessaria una certa conoscenza dell’oggetto della ricerca, mentre i motori consentono di partire da un unico elemento, come un nome o una frase, senza ulteriori specifiche informazioni.” cit. di Guida alla ricerca avanzata del motore Altavista

Questo articolo mi ha riportato di colpo in mente dei ricordi già nitidi ma che avevano bisogno di una spintarella per rifarsi “immaginare”.

“Altavista”, un vecchio motore di ricerca oramai neanche più definibile vintage perchè spento da Yahoo!, unico attore nel panorama internettiano di 30 anni fà circa, lo usavamo tutti noi early-connected (ed eravamo pochi sia perchè non serviva a nulla essere online, sia perchè i costi per esserlo erano altissimi: internet gratis sarebbe arrivata molto dopo e in quegli anni si doveva stipulare un contratto annuale per circa 200.000 lire e comporre un numero di telefono a tariffa locale che comunque costava molto ogni volta che ci si voleva connettere in dial-up).

Ricordo pure lo scimmiottante Astalavista, motore hacker e nero che serviva a trovare cracks per programmi, e poi – quando furono inventati – anche keygen, serialz e altro software “alternativo” vario.

Quella era un’altra internet, molto diversa da quella di oggi, soggiogata e monopolizzata dal gigante di Mountain View; anche io uso quasi esclusivamente google e faccio parte integrante di chi alimenta tutti i loro (buoni e funzionanti lo si può dire senza dubbio di smentita) servizi con i propri dati personali e le proprie attività.

Quale sia migliore in una sfida “internet altavistiana” VS “internet oggi” non saprei dirlo, ma tutte le cose evolvono e non possiamo farci nulla. Anche gli incendi a volte sono una cosa positiva: quando brucia una savana la cenere serve da concime a far rinascere piante nuove e sane. Quindi, sebbene la storica rete fosse priva di molti problemi e non destasse turbe psichiche su temi democratici e di privacy, anche quella di oggi ha dei lati positivi e si è evoluta forte e nuova: penso ai servizi di homebanking, poste online, saltafila, cure innovative, studio dei big data con risultati prima impensabili, possibilità di nuovi lavori e di economie di scala altrimenti impossibili.

Insomma prendiamoci quel che arriva, tutto evolve e non lo si può fermare, questo oramai l’ho capito con chiarezza, mentre prima lo osteggiavo e me ne rammaricavo.

Cmq, leggete l’articolo!

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Gin tonic apocalypse.

“Il ghiaccio di questo gigantesco iceberg potrebbe riempire 460 milioni di piscine olimpiche” cit. esperti della Swansea University.

E’ di oggi questa notizia incredibile, che a leggerla distrattamente la mente non ne coglie nemmeno l’importanza epocale. Però, nell’articolo del sempre apprezzato Il Fatto Quotidiano ci sono ordini di grandezza fuori scala, assolutamente; vi si legge infatti:

  • come avete letto in citazione “il ghiaccio di questo gigantesco iceberg potrebbe riempire 460 milioni di piscine olimpiche”;
  • Un colosso di circa 5800 km2, dal peso di mille miliardi di tonnellate, RIPETO! Un colosso di circa 5800 km2, dal peso di mille miliardi di tonnellate;
  • Grande due volte il Lussemburgo, che poi tutti pensiamo sempre che è quel piccolo buco di culo da qualche parte in nord europa, ma è questo qui che:
    Superficie Totale 2 586 km² (165º)
     % delle acque trascurabile

    e che quindi totalizza 5200 km quadrati di terra bella e buona, alla faccia del buco di culo!;

  • uno dei dieci iceberg più grandi mai generati negli ultimi 30 anni ( e solo perchè sono trent’anni che riusciamo a fare queste rilevazioni).

Insomma, ragazzi miei, un articolo che annovera quattro punti salienti ed incredibili mi sembra possa essere definito articolo “allarmante (altro che allarmistico), preoccupante, toglisonno, cazzocazzo”.

Leggetelo per favore e commentatemelo, che io non riesco a capire come possiamo essere così stupidi da ficcarci nei guai così serenamente nonostante cit. “la Natura continua, quindi, a mandarci segnali, in contrasto con alcune analisi scettiche e giravolte politiche sul surriscaldamento del Pianeta”.

Magari è tutta una balla, ci diciamo, e non è vero nulla, ma che ci costa voler bene di più a questo magnifico pianeta? Le megacorporation sono senza una coscienza, ma ora di motivi nel paniere dello “scendo in piazza” ne abbiamo a iosa, direi. Non posso entrare nel politico, lo sapete che questo blog è “POLITICALLY NEUTRAL”, eunuco socialpolitico, ma questa notizia la si deve dare e ne si deve parlare.

Perchè il mio titolo prevede un gin tonic? per calmarsi direte voi, ma no, è per via dei paralleli che gli scienziati fanno per far capire a noi scemi come stanno le cose. Anna Hogg, esperta di osservazioni satellitari dei ghiacciai presso l’University of Leeds, intervistata da The Guardian, ci spiega infatti: “È come avere un cubetto di ghiaccio in un gin tonic: non è detto che il suo scioglimento ne aumenti il volume nel bicchiere in modo considerevole”, e con questo dovremmo farci una cazzo di risata sollevata, nevvero?

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Dopo tanto tempo, quale rerum novarum?

“La concordia fa la bellezza e l’ordine delle cose, mentre un perpetuo conflitto non può dare che confusione e barbarie.” Papa Leone XIII

La Rerum Novarum (“delle cose nuove”) fu una enciclica molto importante del Papa in citazione, ed è una miniera di concetti perfetti e puliti, validi ancora oggi.

E’ molto tempo che non scrivo sul mio blog, percui ho pensato bene di regalarVi una perla per poter innalzare il Vostro spirito.

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Divorzio riveduto e corretto.

“Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?” Syusy Blady

Spero che sia vero e che venga recepito come si deve il contenuto di una sentenza recente, la notizia è di oggi, in materia di divorzio, dove l’uomo pare finisca di fare la fine del capretto quando è Pasqua. Utile l’articolo, ma anche i commenti hanno un bel valore: tutti al maschile, felici e morigerati, senza invettive volgari ma testimoniali di una situazione boccacesca del vilsesso che si separa e poi divorzia e che fino ad oggi, ma continuo a scriverlo col senno di poi, ha preso sberle ed è finito a mendicare.

Ben fatto!

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Decessi segreti.

“Già nel 1991 quando ero a capo del Sismi non ero a conoscenza del “lodo Moro” e al tempo erano passati poco più di dieci anni. Sono storie che vanno bene per chi vuole leggere i romanzi e non vuole capire come funzionano i Servizi, italiani e stranieri” ipse dixit

Morto qualche giorno fa il Sig. Luigi Ramponi. Potete leggere un recente articolo che contiene una intervista a lui, quando era ancora in vita immagino. Se dopo questo mio post non doveste più sentirmi sapete chi è stato.

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Oggi app passatempo, un tempo passavano gli artisti: Mondrian.

“Van Gogh, mica quel tizio là, ma uno che alla tua età libri di Emile Zola

Shakespeare nelle corde, Dickens nelle corde, Tu, leggi manuali di DVD Recorder

Lui, trecento lettere, letteratura fine

Tu, centosessanta caratteri, due faccine, fine

Lui, London, Paris, Anvers

Tu, megastore, iper, multiplex

Lui, distante ma sa tutto del fratello Teo

Tu, convivi e non sai nulla del fratello Tuo

Lui a piedi per i campi, lo stimola

Tu, rinchiuso con i crampi sul Tapis Roulant”

estratto del testo di Mica Van Gogh di Caparezza

Prima di tutto, aprite questa immagine che ritrae un famoso quadro del pittore Piet Mondrian, l’albero al crepuscolo; mettetela a schermo intero e guardatela bene, poi con uno zoom piuttosto buono arrancate in giro per l’immagine ed i pixel si tramuteranno magicamente mostrando la trama fantastica di una tela per pittore e le pennellate decise di uno dei più grandi artisti del passato. Vi sembrerà di certo di avere la vera tela dinnanzi a Voi, ma resistete e andate oltre.

Aprite in multitasking una bella puntata della trasmissione Wikiradio di rairadio3 del primo febbraio del 2016 che parla di Mondrian, attenzione perchè se avete un lettore/aggregatore di podcast di Wikiradio ce ne sono due, un link che è invero l’archivio e l’altro che è la Wikiradio attuale, che contiene le ultime puntate di quest’anno, o meglio di questa stagione radiofonica.

Adesso ascoltate questa bellissima puntata e godete come bonus pure delle magnifiche musiche che creano atmosfera in essa custodite e nel mentre con gli occhi continuate a scrutare l’Albero di cui sopra nei dettagli o nella sua vestigia generale.

Questa è l’arte e i nostri amici digitali, computer, smartphone, lettori mp3 e smart TV ci danno un potere e delle possibilità mai viste prima del loro avvento; possiamo suggere ingordamente stille di questo sapere, beando occhi e orecchie e facendo galoppare la nostra mente e fuoriuscire un eventuale spirito artistico sopito in noi.

Così dovremmo usare il nostro tempo, quando ci si annoia, e non facendoci ipnotizzare da giochini che alla fine ci avranno fatto perdere un mare di tempo.

ps. per integrare leggete qui e qui.

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Wikipedia nel mondo, parzialmente.

“La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza”(Lev Tolstoj)

Che il sapere debba essere libero mi pare una ovvietà, ma così non è sempre stato e di sicuro non la pensano così tutti gli esseri senzienti. La conoscenza rende liberi ma non è libera in alcuni paesi, e non parlo di un secolo addietro o di qualche buco di culo sperduto in Asia. La vicina Turchia, quella che fino a ieri l’altro doveva entrare integralmente in Europa e che ce l’aveva quasi fatta, ugualmente integralmente (nel senso integralistico del termine) ne è rimasta fuori per una serie di avvenimenti la cui ordinata cronologica esamineremo più tardi.

Oggi la notizia che ci colpisce, per fortuna non missilisticamente, è che l’accesso a Wikipedia in quel del territorio Ottomanpersiano è stato inibito per pagine in qualsiasi lingua, cioè non possono più accedere da quelle lande allo scibile libero ed universale che in quei domini internettiani alberga.

La notizia ce la da la stessa enciclopedia collaborativa quando ne apriamo una qualsiasi pagina; molti non se ne saranno accorti perchè il banner che lo segnala è nella posizione del suo cugino che ci chiede soldi, una volta all’anno, per sostenere il progetto e tenerlo aperto e che ci racconta la favola che se tutti gli utenti donassero un euro la raccolta si chiuderebbe in positivo in una sola ora.

Questo banner però è dura lasciarlo non letto (se fosse audio sarebbe inascoltato, ma è scritto quindi?) perchè è di un bel rosso vermiglio, come il sangue di chi cercherà di accedervi dalla neo dittatura che si prepara al di là del mare.

Esso ci riporta ad una pagina che ne spiega il contenuto e l’accadimento.

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